Barbara D’Altoè nasce a Belem Para Brasile nel 1980. Dopo la laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia comincia a sperimentare vari tipi di arte, dalla pittura, alla fotografia, dal video alla performance. Nel 2007 crea Rode, piccolo marchio autoprodotto per firmare le proprie creazioni.

“Il suo interesse principale è sempre stato quello di unire arte, moda, musica e spettacolo inspirandosi alle scene underground e indipendenti dov’è cresciuta.”

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Affascinata dalla compagnia artistica MUTOID WASTE COMPANY sente l’esigenza di creare sculture, ambientazioni, spettacoli ed abiti surreali da proporre alla gente. Nel 2011 fonda Maison Ròde, casa di moda e sede di concetti e creazioni dedicate alla trasformazioni di materiali di scarto in particolar modo camere d’aria e pneumatici provenienti da discariche e destinati all’inquinamento terrestre.

La prospettiva è quella di far divenire la Maison una vera e propria fucina creativa e di trasmettere i propri valori attraverso più contesti e relazioni umane, così ha aperto l’attività a collaborazioni con diversi professionisti nel campo della fotografia, della scultura, della moda nel senso più completo del termine, della comunicazione, della scrittura e dell’illustrazione.

“Gli abiti e gli accessori che creo li percepisco non come involucri per apparire ma come trasposizione della nostra essenza, delle nostre viscere, emanazione del nostro modo di voler essere”.

Citando una frase di Virginia Wolf: “Frugali vanità come sembrano, i vestiti si dice abbiano uno scopo ben piu importante del semplice mantenerci caldi. Cambiano la nostra visione del mondo e come il mondo vede noi…” Appare molto fondata l’opinione che siano gli abiti ad indossare noi e noi ad indossare loro, noi potremmo modellarli a forma di un braccio o di un seno, ma essi modellano a loro piacimento i nostri cuori, i nostri cervelli, le nostre lingue.”

Vive e lavora a Conegliano Veneto nel suo piccolo atelier dove crea: abiti, accessori, oggetti e sculture.